BUFERA "CRIMINI BIANCHI"I MEDICI: «CI DANNEGGIA»

Scoppia la bufera sulla fiction "Crimini bianchi" che mette in evidenza gli errori dei camici bianchi. Gli ascolti, peraltro, non hanno premiato la serie.
Partenza bassa, quasi da flop e ancora una vittoria per il Carramba che fortuna di Raffaella Carrà e access prime time ridimensionato: sono i risultati salienti di una serata insolita condizionata certamente dal turno di campionato infrasettimanale alle 20:30 con Sky che in prime time ha totalizzato l'8,44%.
Per la Carrà gli spettatori sono stati 5.611.000 col 22,87% di share; per Crimini bianchi, su Canale 5, a riprova che le polemiche sui giornali non sempre portano ascolto, il primo episodio è stato visto da 3.687.000, share 13,71% e il secondo 3.171.000, share 14,37%; risultati molto al di sotto della media di rete.
PROTESTE DEI MEDICI «È necessario che la Federazione nazionale degli Ordini dei medici intraprenda un'azione forte contro la fiction di Mediaset 'Crimini bianchì».
A chiederlo è il presidente della Cimo-Asmd, Stefano Biasioli, che riferisce di avere inviato una lettera al presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco, invitandolo a reagire contro la messa in onda della serie televisiva sugli errori medici che ha debuttato ieri sera su Canale 5. «Questa fiction - scrive Biasioli nella lettera - diffonde la convinzione che tra i colleghi medici non esista un clima di collaborazione, ma di sospetto e scarico di responsabilità.
Il risultato di tutto ciò - sottolinea il numero uno della Cimo - è la diffusione di un clima di angoscia, di sfiducia e di sospetto nella gente comune verso la sanità pubblica e verso i medici.
Mi auguro che tu - è l'appello di Biasioli a Bianco - voglia avviare un'azione forte contro questa fiction, che ovviamente peggiorerà il clima generale nei confronti della sanità pubblica. Noi della Cimo, intanto - conclude Biasioli - stiamo registrando tutti gli episodi della fiction per far valutare ai propri legali la possibilità di una iniziativa giudiziaria».
SINDACATI MEDICI: CLIMA OSTILE «Crimini bianchi è una serie tv che non fa altro che alimentare un clima ostile nei confronti dei medici. Già il titolo stesso è lì a dimostrarlo».
Parola di Salvo Calì, segretario nazionale dello Smi (Sindacato dei medici italiani), che commenta così la prima puntata della fiction sugli errori medici, andata in onda ieri sera su Canale 5. «D'altronde questa serie - spiega Calì - rispecchia fedelmente il clima che si respira in questi giorni intorno ai camici bianchi. Un clima da caccia alle streghe».
Il numero uno dello Smi non vuole nascondersi dietro a un dito, ma rigetta il tiro al bersaglio contro i camici bianchi. «È chiaro che anche i medici, come tutti - afferma - sbagliano e vanno perseguiti.
Ma dare un'immagine così negativa della categoria è inaccettabile. Tanto più - conclude - che se c'è una cosa che funziona davvero in Italia, quella è la sanità».
I CHIRURGHI: PAZIENTI DANNEGGIATI «Crimini bianchI? Una mera operazione commerciale.
Una fiction che, a partire dal titolo, è esagerata e fuorviante, e rischia di danneggiare soprattutto i pazienti. Cittadini che finiranno, inevitabilmente, col fidarsi sempre meno dei medici».
Lo afferma Roberto Tersigni, presidente della Società italiana di chirurgia (Sic), secondo cui la serie tv sugli errori medici targata Mediaset, che ha debuttato ieri sera su Canale 5, «rischia seriamente di compromettere il rapporto medico-paziente». «Non si possono descrivere i camici bianchi come truffatori o incompetenti - spiega Tersigni - È gravissimo. Noi della Sic, però - aggiunge - abbiamo deciso di non intraprendere alcuna iniziativa legale contro gli autori e i produttori del programma, perchè la troviamo un'iniziativa inutile. Anzi, finiremmo col dare ancora più risalto alla serie».
Il numero uno della Sic invia infine un messaggio a Cittadinanzattiva-Tdm, l'associazione che tutela i diritti dei malati. «So che il Tdm si è schierato a favore della fiction, applaudendo all'iniziativa. Credo che non si renda conto dei rischi che un programma televisivo del genere può generare - afferma Tersigni - Finirà infatti per alimentare solo sconcerto, non tanto tra i medici, quanto tra i pazienti», conclude.

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