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04 aprile 2008

RISPOSTA DI AMAMI AI POLITICI CHE PARLANO DI ERRORI MEDICI

Roma, 2 aprile 2008

Cosa faranno i candidati premier, una volta al governo, per risolvere il problema degli errori medici, la cosiddetta 'malpractice', negli ospedali?
E' opportuno o no, secondo loro, introdurre norme legislative specifiche sugli atti medici nei codici civile e penale?
Lo hanno chiesto Roberto Tersigni, presidente del Collegio italiano dei chirurghi, e Rocco Bellantone, segretario generale della Societa' italiana di chirurgia ai leader dei principali partiti che si presentano alle elezioni: Fausto Bertinotti (La Sinistra l'Arcobaleno), Pierferdinando Casini (Udc), Walter Veltroni (Pd).

Per Fausto Bertinotti, candidato premier per La Sinistra l'Arcobaleno occorre soprattutto stare attenti a non correre il "rischio piu' grande", quello che per combattere la 'malpractice', e dunque per "tutelarsi", si finisca paradossalmente "per ricorrere alla 'medicina difensiva', ovvero si evitino o si limitino interventi che, per quanto difficili e rischiosi, possono salvare delle vite". Viceversa occorre, per Bertinotti, una "diffusa e diversa pratica del diritto all'informazione e del consenso informato, oggi mortificati nella sottoscrizione di moduli standard burocraticamente compilati e sottoscritti". E occorre intervenire "per rimediare alle carenze organizzative e costruire percorsi gestionali virtuosi, che consentano di individuare gli errori e adottare procedure che consentano di evitarli".


Per Pierferdinando Casini, leader Udc, le condanne servono, ma "solo per colpa grave" e le norme legislative vanno adeguate. E' giusto che il medico, come qualunque cittadino, debba rispondere "delle proprie colpe in sede civile e penale". Ma al tempo stesso, aggiunge Casini, "ritengo che sia ora di adeguare le nostre leggi, introducendo norme specifiche che da un lato garantiscano al massimo il cittadino, e dall'altro riconoscano le difficolta' e le mille problematiche legate all'attivita' di operatore sanitario".

Simile a quella di Casini è la posizione di Walter Veltroni, leader del Partito democratico, espressa dal presidente della commissione Sanita' del Senato, Ignazio Marino. "L'assenza di norme specifiche per l'atto medico- sottolinea il senatore- è una grave carenza del nostro paese che andrebbe corretta". Servono "norme ad hoc" che riconoscano "le peculiarità e le difficoltà particolari dell'atto medico", riferendosi, in particolare, "al concetto di imperizia che andrebbe rivisitato e la cui condanna penale andrebbe limitata alla colpa grave".




COMUNICATO STAMPA

AMAMI deride la politica che parla di errori medici e offre le soluzioni.

Il commento di Maurizio Maggiorotti alle risposte di
Bertinotti, Casini e Veltroni

“In questo periodo pre-elettorale numerosi candidati premier stanno trattando di errori medici.
Purtroppo, in Italia si parla spesso di problemi senza conoscerli a fondo e i politici non si sottraggono a questa regola, lanciando vuoti proclami in politichese e limitandosi a captare qua e là alcune delle problematiche sulle quali AMAMI si batte da oltre 5 anni”.
Lo sostiene Maurizio Maggiorotti, presidente di AMAMI (Associazione Medici Accusati di Malpractice Ingiustamente), a commento di quanto detto da Fausto Bertinotti, Pierferdinando Casini e WalterVeltroni sul problema degli errori medici.
Nel settore “errori medici” la politica ha le più gravi responsabilità.
Prima fra tutte, non aver creato l'OSSERVATORIO DEL CONTENZIOSO E DELL'ERRORE MEDICO (richiesto da AMAMI da 5 anni), unico strumento capace di fornire dati reali sull’eventuale esistenza, la frequenza e la tipologia degli errori medici.
In assenza di metodi attendibili che forniscano tali dati, si ragiona ancora su numeri frutto della più pura fantasia e dettati solo dalla personale convenienza e dall’estro del momento.
La seconda colpa della politica è non avere definito, con norme giuridiche specifiche, l'ATTO MEDICO.
Oggi in assenza di norme specifiche, l'atto del medico, quando non sortisce l’effetto
sperato, viene giudicato con gli stessi parametri adottati per chi investe un pedone sulle strisce.
In questo stato di cose, come si può pensare che i sanitari non mettano in atto la MEDICINA DIFENSIVA, fatta di scelte orientate da cautela giudiziaria piuttosto che da convincimento scientifico?
E’ incredibile che chi ci governa si accorga sotto elezioni che nel nostro Paese, alla stregua solo del Messico, i medici debbano passare per le forche caudine di un giudizio penale quando non riescono a salvare una vita.
La politica sanitaria italiana si è sempre curata solo di mantenere il potere clientelare e mai si è soffermata a riflettere su come proteggere medici e
cittadini, vittime dello stesso meccanismo.
Dubitiamo fortemente che si voglia porre rimedio a questa problematica che sgonfierebbe la macchina da soldi che si muove attorno all’’affaire malpractice’ per dare beneficio ‘solo’ ai pazienti ed agli operatori sanitari.
Ma ancora una volta rimaniamo in serena attesa a sperare che il prossimo Governo venga illuminato dalla luce che e’ mancata ai precedenti e voglia dialogare in modo serio e costruttivo con AMAMI.”

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