Le notizie sugli errori medici basate sul nulla. I media fuorviati per anni.
ANCHE L’AAROI NEGA DI POSSEDERE DATI
AMAMI: “D’ora in avanti useremo l'autorità giudiziaria per FERMARE LA BARBARIE DI CHI OGNI GIORNO INVENTA CIFRE PER TRARNE UN VANTAGGIO A SCAPITO DEI MEDICI E DEI CITTADINI”
“Che i politici del nuovo Governo si impegnino finalmente a creare un Osservatorio del contenzioso e dell'errore medico (che Amami agogna da 5 anni) e a porre fine a questa barbarie della rincorsa di numeri ad effetto”.
Lo auspica Maurizio Maggiorotti, chirurgo ortopedico e presidente di AMAMI (Associazione Medici Accusati di Malpractice Ingiustamente), in rappresentanza di 25mila medici, commentando la risposta dell’AAROI (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani) ai dati diffusi erroneamente dall’ANMCO (Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri).
Oggi l’Aaroi nega di avere mai “formulato stime sui decessi dovuti a errori in ospedale”, perché non le conosce.
Lo precisa in una nota Vincenzo Carpino, presidente dell'Aaroi, commentando articoli di stampa che riportano dati diffusi ieri dall’Anmco, “E’ una affermazione – spiega Carpino - erroneamente attribuita all'Associazione. A questo proposito, l'Aaroi sta avviando uno studio per conoscere la realtà degli errori in ospedale.
E i risultati dello studio verranno resi noti in un convegno che si terrà a Genova a fine settembre”.
Nel 2006 Amami è stata autrice di una denuncia alla Procura della Repubblica per “allarme ingiustificato nella popolazione”, proprio a proposito di una simile notizia infondata su migliaia di presunti errori medici.
“Ormai quasi ogni giorno c’è qualcuno che ‘spara’ numeri fantasiosi solo per acquisire attenzione e trarne un vantaggio a scapito dei cittadini, ormai terrorizzati da questi dati allarmistici” continua Maggiorotti.
“Ancora una volta ribadiamo che in Italia non è possibile ottenere dati sull'argomento per tre ragioni. La prima è che l’errore medico non compare neanche tra le voci delle schede per le cause di morte dell’ICD (International Classification of Diseases); la seconda riguarda il fatto che le denunce non sono reperibili nei tribunali, perché i delitti vengono registrati per tipologia del reato e non per autore (i medici vengono inquisiti per lesioni colpose e omicidi colposi, esattamente come gli automobilisti).
La terza sarebbe la via delle compagnie di assicurazione, altrettanto inutile poiché queste, considerando la richiesta di risarcimento e l’informazione di garanzia alla stregua di sinistro, fanno risultare spesso più denunce per lo stesso evento e, pertanto, per l’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), il numero dei sinistri corrisponde al numero delle richieste che
probabilmente non avranno seguito.
Per quanto poi attiene ai dati forniti dal Tribunale del Malato – continua Maggiorotti -, questi sono ancora meno utili perché riguardano solo le “lamentele su supposti errori o disservizi ospedalieri”, fatte da pazienti scontenti.
Soltanto se creiamo un Osservatorio - riprende Maggiorotti - ossia un organismo regionale/nazionale con la capacità di imporre ai medici, alle strutture sanitarie e alle compagnie di assicurazione, la segnalazione di ogni richiesta di risarcimento e denuncia per supposti errori sanitari, potremo riuscire ad avere delle cifre attendibili.
A tale proposito, speriamo che quella dell'Aaroi circa la promessa prossima divulgazione dei dati a settembre sia solo una battuta in buona fede e che l’Associazione non pensi realmente di poter offrire un solo dato credibile sull'argomento.
Infine - conclude Maggiorotti -, poiché Amami ritiene gravemente lesivo il fornire dati allarmanti in modo così spregiudicato, danneggiando i medici e destabilizzano i cittadini, si rivolgerà all'autorità giudiziaria con ogni opportuna azione nei confronti di coloro che dovessero ancora offrire numeri impropri sui decessi iatrogeni”.
“Che i politici del nuovo Governo si impegnino finalmente a creare un Osservatorio del contenzioso e dell'errore medico (che Amami agogna da 5 anni) e a porre fine a questa barbarie della rincorsa di numeri ad effetto”.
Lo auspica Maurizio Maggiorotti, chirurgo ortopedico e presidente di AMAMI (Associazione Medici Accusati di Malpractice Ingiustamente), in rappresentanza di 25mila medici, commentando la risposta dell’AAROI (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani) ai dati diffusi erroneamente dall’ANMCO (Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri).
Oggi l’Aaroi nega di avere mai “formulato stime sui decessi dovuti a errori in ospedale”, perché non le conosce.
Lo precisa in una nota Vincenzo Carpino, presidente dell'Aaroi, commentando articoli di stampa che riportano dati diffusi ieri dall’Anmco, “E’ una affermazione – spiega Carpino - erroneamente attribuita all'Associazione. A questo proposito, l'Aaroi sta avviando uno studio per conoscere la realtà degli errori in ospedale.
E i risultati dello studio verranno resi noti in un convegno che si terrà a Genova a fine settembre”.
Nel 2006 Amami è stata autrice di una denuncia alla Procura della Repubblica per “allarme ingiustificato nella popolazione”, proprio a proposito di una simile notizia infondata su migliaia di presunti errori medici.
“Ormai quasi ogni giorno c’è qualcuno che ‘spara’ numeri fantasiosi solo per acquisire attenzione e trarne un vantaggio a scapito dei cittadini, ormai terrorizzati da questi dati allarmistici” continua Maggiorotti.
“Ancora una volta ribadiamo che in Italia non è possibile ottenere dati sull'argomento per tre ragioni. La prima è che l’errore medico non compare neanche tra le voci delle schede per le cause di morte dell’ICD (International Classification of Diseases); la seconda riguarda il fatto che le denunce non sono reperibili nei tribunali, perché i delitti vengono registrati per tipologia del reato e non per autore (i medici vengono inquisiti per lesioni colpose e omicidi colposi, esattamente come gli automobilisti).
La terza sarebbe la via delle compagnie di assicurazione, altrettanto inutile poiché queste, considerando la richiesta di risarcimento e l’informazione di garanzia alla stregua di sinistro, fanno risultare spesso più denunce per lo stesso evento e, pertanto, per l’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), il numero dei sinistri corrisponde al numero delle richieste che
probabilmente non avranno seguito.
Per quanto poi attiene ai dati forniti dal Tribunale del Malato – continua Maggiorotti -, questi sono ancora meno utili perché riguardano solo le “lamentele su supposti errori o disservizi ospedalieri”, fatte da pazienti scontenti.
Soltanto se creiamo un Osservatorio - riprende Maggiorotti - ossia un organismo regionale/nazionale con la capacità di imporre ai medici, alle strutture sanitarie e alle compagnie di assicurazione, la segnalazione di ogni richiesta di risarcimento e denuncia per supposti errori sanitari, potremo riuscire ad avere delle cifre attendibili.
A tale proposito, speriamo che quella dell'Aaroi circa la promessa prossima divulgazione dei dati a settembre sia solo una battuta in buona fede e che l’Associazione non pensi realmente di poter offrire un solo dato credibile sull'argomento.
Infine - conclude Maggiorotti -, poiché Amami ritiene gravemente lesivo il fornire dati allarmanti in modo così spregiudicato, danneggiando i medici e destabilizzano i cittadini, si rivolgerà all'autorità giudiziaria con ogni opportuna azione nei confronti di coloro che dovessero ancora offrire numeri impropri sui decessi iatrogeni”.

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